sala studio

 

REGOLAMENTAZIONE FOTORIPRODUZIONI

sanDomenico        

Regolamento di sala studio (PDF)

L’ istituzione dell’Università “Gabriele d’Annunzio” con le sue facoltà storiche e giuridiche di Chieti e Teramo, oltre a quella di architettura di  Pescara, ha impresso un decisivo impulso a studi locali e l’Archivio di Stato è divenuto così un  punto di riferimento naturale e privilegiato per studenti e ricercatori. Dagli anni Sessanta dunque, la sala di studio dell’istituto ha visto un incremento notevole diutenti che si è affiancato, soverchiandoli, agli sporadici frequentatori degli anni precedenti; ad essi si sono aggiunti poi tutti coloro che si sono rivelati sensibili a quella attività di promozione degli studi archivistici finalizzati  alla scoperta ed alla valorizzazione delle fonti documentarie, inaugurata da quegli anni dall’istituto.

Ad essi il personale assicura un assistenza storico–scientifica sia mediante indirizzi e suggerimenti su studi e ricerche, illustrazione e let

tura dei documenti dati in consultazione, sia attraverso orientamenti bibliografici desunti anche dalla biblioteca dell’istituto. I ricercatori hanno accesso alla documentazione archivistica ad eccezione dei documenti riservati tutelati dal Testo Unico varato con d. lgs 29/ 10/ ’99 n. 490 che ha ripreso la “ legge archivistica” del d. p. r. 30/ 9/ ’63 n. 1409. Sono tali documenti riservati contenenti dati sensibili che divengono consultabili 40 anni dopo la loro data, oppure carte attinenti alla politica interna ed estera, che divengono tuttavia  consultabili dopo 50 anni lo sono ancora documenti attinenti la salute, la vita sessuale, situazioni particolarmente delicate concernenti la vita familiare che divengono consultabili dopo 70 anni.

Questi termini possono essere abbreviati richiedendo autorizzazione all’Ispettorato generale per i servizi archivistici istituito presso il ministero dell’Interno che decide in materia, coadiuvato da una Commissione consultiva della quale fanno parte un rappresentante della Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi, un rappresentante del Garante per la tutela dei dati personali, il Sovrintendente all’ Archivio centrale dello Stato ed uno storico contemporaneo.

Si assicura inoltre assistenza per ricerche di carattere amministrativo condotte da privati su documentazione catastale o giudiziaria; a titolo di esempio si segnala inoltre un tipo di servizio offerto ad una utenza particolare: da alcuni anni a questa parte hanno acquistato notevole spazio ricerche di carattere genealogico da condurre su registri di Stato civile, richieste da discendenti di emigrati abruzzesi verso i paesi del continente americano, finalizzate ad ottenere la riacquisizione della cittadinanza italiana oppure soltanto a riscoprire le proprie radici. .Per essi si eseguono ricerche, comunicate spesso per corrispondenza; così come viene offerta assistenza per la ricostruzione della carriera militare, a fini pensionistici; in via subordinata viene eseguita la fotoriproduzione di quei documenti che sono riproducibili per disposizione di legge e per condizioni di conservazione.

Biblioteca

Ricca di 11921 unità divise tra volumi, opuscoli e periodici, la biblioteca possiede un’edizione, dello stampatore Giuntini di Lucca del 1758, dell’Enciclopédie di  Diderot  e d’Alambert pervenuta forse dalla biblioteca dell’Intendenza borbonica; ad essa si affianca la Raccolta di leggi e decreti del Regno delle due Sicilie che dal 1806 giunge al 1860; successivamente, in regime di Italia Unita, se pur con lacune, presenti soprattutto per il ventennio fascista, la raccolta, anche attraverso la collezione di Gazzette Ufficiali prima del Regno poi della Repubblica , giunge fino ai giorni nostri. Particolarmente interessante, sul versante giurisprudenziale, è la collezione delle sentenze della Commissione feudale che raccoglie le decisioni delle commissioni istituite nel Regno meridionale per dirimere le vertenze sorte all’indomani dell’emanazione della legge eversiva della feudalità (2 agosto 1806). Pregevole, sul piano normativo, è anche la raccolta legislativa  del Regno di Napoli curata dal giurista Alessio de Sariis, pubblicata a Napoli, tra il 1792 ed il 1797 con il titolo di Codice delle leggi del Regno di Napoli, ove sono raccolti Costituzioni, Capitoli, Prammatiche, emanate nel corso dei secoli, dai Normanni fino ai Borboni. Ad essa si affianca la collezione di reali dispacci emanati da magistrature ed autorità centrali del regno borbonico, raccolti dal giurista Gatta con il titolo di Regali Dispacci nelli quali si contengono le Sovrane determinazioni de’ Punti Generali o che servono di norma ad altri simili casi nel Regno di Napoli, dal Dottor Diego Gatta raccolti, Napoli, 1776, nonché il Codice per lo Regno delle due Sicilie, pubblicato a Napoli, a partire dal 1819.

Ricordando che la biblioteca d’archivio è soprattutto un’ organismo che affianca ed integra la documentazione conservata dall’istituto, occorre segnalare le numerose pubblicazioni concernenti archivistica e paleografia ovvero dedicate allo studio di particolari archivi di magistrature centrali e periferiche curate dal Servizio V dela Direzione generale per gli archivi che costituiscono un patrimonio bibliografico comune a tutti gli archivi nazionali.

Particolare interesse riveste poi una raccolta di testi giuridici comprendente cinquecentine ed edizioni sei –settecentesche che costituiscono ciò che resta della biblioteca professionale di Giustino Caporni, attivissimo e longevo avvocato locale, vissuto a Chieti tra la fine del Seicento e la fine del secolo successivo, il cui nome si rinviene nei numerosi ex libris che si leggono sui frontespizi dei singoli volumi, corredati, a volte di sonetti dedicati alla donna amata o, più seriosamente, alla memoria di un amico, sacerdote nel collegio degli Scolopi.

Tra le opere più pregevoli della biblioteca si annovera un’ edizione del Digestum Vetus giustinianeo, del 1557, ed una del Codex, dell’anno successivo pubblicate entrambe a Lione, oltre ad opere di giuristi meridionali quali il Minadoi del quale si possiede una edizione di Venezia 1591 del Tractatus consilia, decisiones repetitiones & commentaria in materia feudorum et successiones filiorum comitum, et baronum Regni Neapolitani ed il Gizzarelli delle Auree decisiones Sacri regi consilii neapolitani, pubblicate a Napoli il 1629.

Sono degne di essere ricordate ancora le opere di alcuni giuristi  locali quali Nicola Armellini del quale si possiedono i 4 volumi del Dizionario di giurisprudenza per uso del Regno delle due Sicilie, pubblicato a Napoli tra il 1822 al 1825

Per la storia della città di Chieti, notevole è poi la dissertazione giuridica dello storico cittadino Geronimo Nicolino, pubblicata con il titolo De auctoritate Camerarii Regiae Civitatis Theatinae pubblicato, ad Ascoli nel 1639.